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23 luglio 2010

SPAGNA

VIA LIBERA ALLA LEGGE
SUI PORTI

La Ley de Puertos ha superato anche l’ultimo passaggio, più un percorso trionfale che uno scoglio, con l’approvazione da parte della Camera dei deputati. Le Cortes, come viene denominata la Camera bassa del Parlamento spagnolo, hanno aggiunto un ultimo emendamento rispetto al testo già approvato a larga maggioranza lo scorso giugno e passato rapidamente in Senato.

E’ una legge bipartisan, che ha visto partito socialista (Psoe) e partito popolare (Pp) viaggiare uniti fino in fondo nonostante le resistenza dei partiti autonomisti e di Izquierda unida, la sinistra parlamentare. Entro venti giorni verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale spagnola e entrerà così in vigore, a un anno e mezzo dalla presentazione del testo da parte del governo e ad appena sette anni dall’ultima riforma portuale varata da Madrid nel 2003.

La legge ha una larga approvazione da parte del settore portuale. La scorsa primavera il governo è riuscito anche a superare le ultime resistenza da parte dei sindacati. Manuel Morón, presidente dell’Autorità portuale di Algeciras, uno dei maggiori scali del Mediterraneo occidentale, ha salutato la legge positivamente, affermando che “lungamente attesa, è finalmente arrivata e porterà vantaggi a tutto il sistema portuale e specialmente al nostro scalo”.

L’aspetto più importante della legge, per i grandi porti che accolgono le navi transoceaniche, è quello relativo alle tasse portuali, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2011. La legge permette infatti di abbassarle e questo, come nota Morón, permetterà di competere meglio con il Nord Africa, a partire dal vicino scalo di Tanger Med, che nell’ultimo anno ha sottratto traffici a Algeciras. Morono ha detto che la legge darà stabilità al settore e ha fatto appello ai prestatori di servizi portuali, dai rimorchiatori agli scaricatori, perché contribuiscano a un abbassamento dei costi dello scalo.

Imprese e sindacati hanno sottolineato in un convegno nei giorni scorsi a Las Palmas che la legge permette una grande libertà di contrattazione fra le parti sociali.

Il patto fra socialisti e popolari ha fatto sì che rispetto al testo predisposto dal governo, su 450 emendamenti introdotti, 415 siano stati presentati congiuntamente. Inoltre stabilisce che la legge manterrà una struttura unica per le tasse portuali con bonus regolati dal centro. E’ questa la parte he piaceva meno ai partiti autonomisti. Un coefficiente correttivo “di carattere facoltativo”, renderà più elastica l’autonomia finanziaria. Il coefficiente sarà basato su indicatori finanziari che terranno conto dell’efficienza nella gestione da parte delle Authority e della produttività di ogni scalo. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire, assieme all’autonomia economica, una concorrenza leale e il costo minore per il contribuente.

Alberto Ghiara

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