
È partita ieri l’Accademia della Marina mercantile di Torre del Greco, succursale di quella genovese. Negli spazi messi a disposizione dal Comune, via al corso per 20 allievi di coperta provenienti da Campania, Puglia, Sicilia e Liguria. Il corso, di due anni, è finanziato al 100% dal fondo nazionale marittimi (300 mila euro) sostenuto da Confitarma. «La gestazione è stata lunga e laboriosa - afferma Nicola Coccia presidente della confederazione degli armatori - ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ci tenevo molto che l’Accademia vedesse la luce sotto la presidenza di un napoletano. Ci sono arrivato proprio a conclusione del mio mandato. È anche significativo che io abbia iniziato la mia presidenza con il battesimo, nel 2005, dell’Accademia di Genova e l’abbia conclusa con l’inaugurazione di quella di Torre del Greco. Un traguardo importante, specie per il Sud - continua Coccia -. Perché viene colmata una lacuna relativa alla mancanza di equipaggi “formati” e perché l’arrivo di oltre 100 navi nuove nel corso del 2010 rappresenta uno sbocco occupazionale per i nostri marittimi. Quello dei marittimi e degli impiegati di bordo è l’unico settore che, pur in un periodo di grave crisi economica, non ha registrato alcuna contrazione. Con la creazione dell’Accademia - insiste ancora il numero uno uscente degli armatori - si realizza un modello vincente. Se fino a ieri al Sud gli istituti nautici erano piuttosto generalisti privi com’erano di qualsiasi collegamento con la realtà imprenditoriale, oggi si è passati dalla teoria alla pratica realizzando un indispensabile collegamento tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Un risultato dimostrato anche dai numeri: grazie, infatti, alla presenza dell’Accademia di Genova, si è passati da una iniziale percentuale di diplomati imbarcati del 6-7% a quella attuale del 24%. Confesso - conclude Coccia - che sono felice di aver completato un percorso e di aver messo in rete il sistema della formazione legata all’occupazione. Con i corsi per elettricisti, chef, personale di coperta copriamo tutti i ruoli e le esigenze che servono all’armamento».
Soddisfazione anche dal decano degli armatori del Sud, Giuseppe D’Amato, battagliero e sostenitore convinto dell’Accademia di Torre del Greco. «Ci abbiamo creduto fino in fondo - commenta - e siamo stati premiati. Abbiamo lavorato molto nella piena convinzione che questo porterà lavoro a tutti gli allievi del sud Italia. La formazione è essenziale per il personale che va per mare e deve fare i conti con navi sempre più sofisticate, strumentazioni sempre più complesse, che necessitano di addestramento e conoscenza. Ne va anche della stessa sicurezza di uomini e mezzi. Inoltre è indispensabile che tutti, dal comandante al mozzo, conoscano l’inglese, l’unica lingua con cui è possibile comunicare sui mari. Le carenze di personale navigante è oggi enorme, ma va assolutamente formato. Ecco perché è importante che una struttura con queste caratteristiche sia ormai ai nastri di partenza ed abbia superato tutti gli ostacoli burocratici e non».
Bianca d’Antonio